Johnny Cash gets busted in El Paso International Airport for drug possession, 1965.

Photo by Roger Deckker

Artwork by Daniela Uhlig

Caricatures by Anthony Geoffroy

Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.

Alda Merini

Originally Posted By insalatadiparole

insalatadiparole:

Perché t’amo e mi sfuggi,
pesce rosso di vita
umido dentro l’erba
palpitante nel sole?

Perché non ho parola
dura come la pietra
che ti ferisca a morte?

Così ti fermerei,
e potrei disegnarti
un arabesco sul cuore

Alda Merini

Originally Posted By untemporale

tiffany964:

mopos:

claire78:

untemporale:

Vorrei parlarti del freddo del cuore/ del mio cuore di radice ferita.
- Alda Merini

tiffany964:

mopos:

claire78:

untemporale:

Vorrei parlarti del freddo del cuore/ del mio cuore di radice ferita.

- Alda Merini


Chi mi dice “occhi da lupo” non conosce i veri lupi,
chi mi dice “passo d’agnello” non conosce i miei dirupi.
E poi se c’è chi pensa che la nostalgia è la chiave della canzone
non sa quali occhi mi graffiano come i cani graffiano un portone.
Ma i miei nervi son corde di zimbalom, stonate d’amore
qualche volta sono stridule, qualche volta hanno la voce grave.
È pioggia e tempi dispari che battono le strade
è fame di parole che hanno mangiato il loro traduttore.
L’inverno è un cane caldo, occhi di fari, muso di vetro,
l’inverno è spiccioli freddi nel sottopasso della metro.
Fatto un fuoco di bidoni, ne veniva un fumo denso.
Vi giuro che a tratti mi pareva l’offerta dell’incenso.
Ma i miei nervi son corde di zimbalom stonate d’amore,
qualche volta danno i numeri ma non ditelo all’accordatore.
È pane e tempi dispari che vengono dal mare
insieme ai clandestini, ai topi, alle paure.
Stanotte nella galleria mi è sembrato di sentire il coro.
Ho provato tanta nostalgia, devo essere uno di loro.
Buco di tombino, quale foto di famiglia,
quale buio corridoio, quale sangue mi somiglia?
Ma i miei nervi son corde di zimbalom, stonate d’amore
le mie corde son nervi di zimbalom…
La canzone finisce adesso ma potrebbe continuare ancora.
Ho paura a entrare in un bar come un vampiro ce l’ha dell’aurora

Max Manfredi - Zimbalom

Art of Jenny Kendler

Visions of earth

Art Of Adam Spizak

them thangs

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